mercoledì 15 febbraio 2012

Il dilemma dei porcospini

Alcuni porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.
Così il bisogno di società, che scaturisce dal vuoto e dalla monotonia della propria interiorità, spinge gli uomini l'uno verso l'altro; le loro molteplici repellenti qualità e i loro difetti insopportabili, però, li respingono di nuovo l'uno lontano dall'altro. La distanza media, che essi riescono finalmente a trovare e grazie alla quale è possibile una coesistenza, si trova nella cortesia e nelle buone maniere.
A colui che non mantiene quella distanza, si dice in Inghilterra: keep your distance!− Con essa il bisogno del calore reciproco è soddisfatto in modo incompleto, in compenso però non si soffre delle spine altrui. − Colui, però, che possiede molto calore interno preferisce rinunciare alla società, per non dare né ricevere sensazioni sgradevoli.

- Arthur Schopenhauer -

lunedì 6 febbraio 2012

Soap&Skin - Narrow


Tracklist:

1. Vater
2. Voyage Voyage
3. Deathmental
4. Cradlesong
5. Wonder
6. Lost
7. Boat Turns Toward The Port
8. Big Hands Nail Down

Download: http://www.mediafire.com/download.php?qkhiurvc5nl3i82

giovedì 2 febbraio 2012

È forse questo che si cerca nella vita...

Arrivò il momento della partenza. Andammo una sera
verso la stazione un po' prima dell'ora in cui tornava nella casa. In giornata ero andato a salutare Robinson. Non era contento nemmeno lui che lo lasciassi. Non la smettevo di lasciare tutti. Sulla banchina della stazione, aspettando il treno con Molly, passarono degli uomini che fecero finta di non conoscerla, ma bisbigliarono delle cose.
"Ecco che sei già lontano, Ferdinand. Tu fai, vero, Ferdinand, esattamente quel che hai voglia di fare! Ecco quelche importa... è solo questo che conta..."
Il treno è entrato in stazione. Non ero più molto sicuro della mia avventura quando ho visto la macchina. L'ho abbracciata Molly con tutto il coraggio che avevo ancora nella carcassa. Avevo un gran pena, autentica, una volta tanto, per il mondo intero, per me, per lei, per tutti gli uomini.
È forse questo che si cerca nella vita, neint'altro che questo, la più gran pena possibile per diventare se stessi
prima di morire.
Sono passati degli anni da quella partenza e poi ancora anni...ho scritto spesso a Detroit e poi altrove a tutti gli indirizzi che mi ricordavo e dove potevano conoscerla, seguirla Molly. Non ho mai ricevuto risposta.
Il casotto è chiuso adesso. È tutto quello che ho potuto sapere. Buona, ammirevole Molly, vorrei se può ancora leggermi, da un posto che non conosco, che lei sapesse che non sono cambiato per lei, che l'amo ancora e sempre, a modo mio, che lei può venire qui quando vuole a dividere il mio pane e il mio destino furtivo. Se lei non è più bella, ebbene tanto peggio! Ci arrangeremo! Ho conservato tanto della sua bellezza in me, così viva, così calda che ne ho ancora per tutti e due e per almeno vent'anni ancora, il tempo di arrivare alla fine.
Per lasciarla mi ci è voluta proprio della follia, della specie più brutta e fredda. Comunque, ho difeso la mia anima fino ad oggi e se la morte, domani, venisse a prendermi, non sarei, ne sono certo, mai tanto freddo, cialtrone, volgare come gli altri, per quel tanto di gentilezza e di sogno che Molly mi ha regalato nel corso di qualche mese d'America.

martedì 31 gennaio 2012

Il teatro degli orrori - Il mondo nuovo


Tracklist:

1. Rivendico
2. Io cerco te
3. Non vedo l'ora
4. Skojpe
5. Gli Stati Uniti d'Africa
6. Cleveland - Baghdad
7. Martino
8. Cuore d'oceano
9. Ion
10. Monica
11. Pablo
12. Nicolaj
13. Dimmi addio
14. Doris
15. Adrian
16. Vivere e morire a Trieste


sabato 28 gennaio 2012

Sul mare

Di fronte all'estensione
apparentemente infinita del mare
i miei pensieri si espandono
oltre gli orizzonti abitudinari,
ed è difficile indirizzarli
verso lidi azzurri e sereni,
come il cielo che mi sovrasta.

Nel frattempo,
un gabbiano,
riscaldato dai raggi del sole,
lotta con tutte le sue forze
contro il vento
che soffia a suo sfavore.

Poco più in là,
un surfista
danza sulle onde del mare
che scorre imperterrito
come il tempo.

E cala lentamente la sera,
ed io torno in me stesso,
nella mia prigione di carne
incapace di contenere il mio spirito.

mercoledì 25 gennaio 2012

Discorso finale Scrubs

La fine delle cose non è mai semplice.
L'ho sempre visualizzata così tanto nella mia testa che non sarebbe mai stata all'altezza delle mie aspettative, e alla fine ne sarei rimasto deluso.
Non sono neanche sicuro del perché mi importi così tanto di come le cose finiranno, qui.
Penso sia perché tutti noi vogliamo credere che ciò che facciamo sia molto importante, che la gente tenga stretta ogni nostra parola, che a loro importi ciò che pensiamo.
La verità è che... ti puoi considerare fortunato se qualche volta riesci a fare in modo che qualcuno, chiunque, si senta un pochino meglio.
Dopodiché sta tutto alle persone che lasci entrare nella tua vita.
E non appena la mia mente andò alla deriva verso i volti che avevo visto qui, fui rapito dai ricordi dei miei familiari... dei colleghi... degli amori perduti. Anche quelli che ci hanno lasciato, arrivarono tutti insieme come un'ondata di esperienze passate insieme.
Ed anche se mi dava una sensazione di calore e sicurezza, sapevo che doveva finire.
Non è mai un bene vivere nel passato troppo a lungo.
Per quanto riguarda il futuro, grazie a Dan, non faceva più così paura...

Poteva essere qualsiasi cosa io volessi.